II

Nella tua calma apparente
odiare ed amare allo stesso modo questo tuo corpo triste
questa tua pelle fine abbracciare
le ossa stringendoti ad esse ed allargarti scendendo dal petto alla vita
e chiederti “A che fare?” appoggiato il capo sulla mano dolente
posa la penna, tu stanca
d’entrare nei corpi degl’altri a provare sofferenze
cui non poni rimedio – non puoi –
baciare le ferite
e andare.

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